


L’ Helleborus Viridis è tra i primi fiori che fanno capolino nei boschi all’inizio della primavera.
La sua fioritura va da febbraio a fine maggio. Vive nelle zone boscose e ombreggiate.
La pianta però è perenne e ha i fusti alti circa 20/30cm. Fa parte della famiglia delle ranuncolacee.
Noi lo vediamo spesso in Appennino. Il suo habitat infatti sono le colline e la montagna fino ai 1.600mt.
Scopriamolo insieme

Di cosa si parliamo qui?
I Fiori sono abbastanza puzzolenti e sono di colore verde, hanno un diametro di 3-5cm circa.
Ha 5 petali e le sue foglie sono seghettate.
Lo riconoscerai perché, insieme alle violette e alle primule, è il primo fiore a fiorire con il disgelo.
Alla vista è una pianta molto bella, il suo fiore è molto attraente.
Vedrai come spicca tra le tonalità del marrone che vestono il bosco appena concluso l’inverno.
Sarà impossibile non notarla ma meglio non toccarla!
È bene sapere che tutta la pianta è velenosa. Radici comprese.
La tossicità è dovuta all’elleborina e all’elleborigenina, due molecole cardioattive in grado di danneggiare il cuore.
La pianta è velenosa per l’uomo ma anche per cani, gatti, cavalli e mammiferi di piccola taglia.
Tra i sintomi di avvelenamento da Helleborus Viridis possiamo trovare:
Il succo delle foglie è un potente purgante ma se ne sconsiglia caldamente l’utilizzo per i motivi sopra descritti. Persino da secca questa pianta rimane altamente tossica.

Il nome della pianta deriva da due parole greche che significano “far morire” o “cibo mortale” e “nutrimento”. Non abbiamo potuto fare a meno di pensare: qualcosa che ti nutre può anche farti morire?
Al di là della pianta è strano come un concetto così benevolo come il “nutrimento” possa essere anche tradotto come “cibo mortale”
Può il (troppo) nutrimento far morire? Dove per nutrimento non ci riferiamo per forza al cibo. Questo è l’insegnamento che abbiamo voluto trarre noi da questo fiore.
Secondo alcune credenze contadine la presenza dell’Elleboro nei campi aveva una funzione profetica. A seconda di quante piante crescevano riuscivano a prevedere come sarebbe andato il raccolto.
L’Elleboro era utilizzato dagli antichi come rimedio contro la pazzia, persino Orazio consigliava di andare su un’isola Greca dove cresceva appunto l’Elleboro per curare questa malattia.
Un’altra legenda grazie alla medicina dell’Elleboro furono guarite dalla pazzia anche le figlie di Preto, che credevano di essere tramutate in vacche.
Oggi è una pianta utilizzata in India, viene bruciata accanto al letto delle partorienti affinché lo spirito degli dei entri nella mente del neonato e il parto diventi più veloce.
L’Elleboro rappresenta anche il fiore sacro a Dio ma nel corso dei secoli, considerati gli effetti che procura, ha assunto anche il significato di liberazione dalle pene.

La specie vegetale “Helleborus” comprende numerose varietà, almeno 20. Ognuna con colori e fiori diversi. In Italia però, quelle che crescono spontaneamente sono:
E’ un fiore invernale.
Dagli inglesi viene chiamato Christmas Flower e lo considerano un fiore natalizio. In Francia viene chiamato Rose de Nöel.
In Germania è conosciuto con Christrose.
In Italia viene chiamato, come in Inghilterra, rosa di Natale. Secondo la tradizione cristiana questi fiori nacquero vicino alla stalla di Gesù.
Se sei appassionato di piante scopri la Meditazione della Quercia e la Meditazione del Faggio.
Qui invece ti parliamo della Rosa Canina, delle sue proprietà, di come raccoglierla e come lavorarla.
Wild Blessings