

La leggenda dell’orma di bue a Fanano è una storia che unisce mistero e avventura. E chissà che non nasconda anche un fondo di verità…
Ci troviamo a Fanano, la perla dell’Appennino Modenese.
Leggenda narra che tanti tanti anni fa questa terra era frequentata da briganti e cercatori d’oro.
Il più astuto e ricco dei briganti ormai giunto a veneranda età, volle nascondere tutto il suo tesoro in un luogo che solo lui conosceva.
Scrisse qualche appunto sul suo diario su come trovare il punto preciso nel caso si fosse dimenticato.
Qui ha inizio la leggenda dell’orma di bue.
Di cosa si parliamo qui?
Il brigante emigrò in Francia e qui trovò ad accoglierlo la Morte che dopo averlo costretto a letto per innumerevoli giorni lo venne a prendere una notte di gelido inverno.
Lo trovarono così, le braccia chiuse sul petto a stringere il suo prezioso diario.
Il diario del brigante passò di mano in mano fino a che qualcuno di abbastanza sveglio, capace di leggere tra le righe, decifrò il codice e disegnò la mappa che conduceva al tesoro.
Il ragazzo condivise il segreto con il suo migliore amico e insieme partirono sognanti per Fanano, certi che sarebbe tornati in patria con intere casse ricolme d’oro.

Negli appunti del vecchio brigante una cosa era ben chiara: se il tesoro fosse rimasto sotto terra per lungo tempo sarebbe diventato proprietà del Diavolo in persona.
Per poter prendere il tesoro e aver salva la vita l’unica soluzione era farsi accompagnare da una donna vestita di bianco che avesse appena partorito. La donna doveva tener in mano per tutto il tragitto una candela bianca come il suo vestito. Il mistero di complica, i due giovani non si fecero intimorire e tu? Vuoi conoscere il finale della leggenda dell’orma di bue?

Seguirono la mappa dal centro di Fanano fino alla Madonna del Ponte e una volta giunti qui al mulino incontrarono una giovane mugnaia. Subito si interesseranno a lei chiedendo se aveva figli.
Certo, rispose la giovane donna, ho appena partorito e ora mi trovo ad accudire il bambino in attesa del ritorno di mio marito.
Gli occhi dei due amici iniziarono a luccicare, dallo zaino uno dei due estrasse un lungo vestito bianco e una candela.
La donna, un pò perplessa, li squadrò e chiese: perché mai dovrei vestirmi di bianco e venire con voi?
Se troviamo quello che cerchiamo stasera tornerai a casa con le tasche piene d’oro e non dovrai più preoccuparti di nulla.
Visto che la giovane mugnaia aveva appena steso il bucato e il bambino dormiva beato nella culla decise di seguire questi due stranieri.
Arrivati davanti a una grande roccia, il giovane che teneva la mappa si fermò e fece cenno all’altro di iniziare a scavare.
Il sole iniziava a calare e la donna stava per per tornare sui suoi passi quando i due giovani spaccarono in due la roccia ed estrassero una pignatta colma d’oro.
Fecero appena in tempo a dare qualche moneta d’oro alla giovane mugnaia che la terrò tremo e un fumo denso iniziò a fuoriuscire dall’apertura che avevano creato nella roccia. La leggenda dell’orma di bue si sta per compiere.
La terra tremò ancora più forte e dalla roccia spaccata uscì un bue inferocito contornato da fuoco e fiamme.
Altri non era che il Diavolo in persona.

Il tesoro è mio e ora vi ucciderò! Tuonò con voce cavernosa.
Il più lucido dei giovani frappose tra loro e il bue fiammeggiante la giovane donna.
Il Diavolo quando la vide ebbe un’esitazione, sapeva che non poteva fare alcun male ai due cercatori d’oro perché la tradizione era stata rispettata.
Dopo pochi secondi le labbra del bue infernale sibilarono la maledizione.
Donna, che la tua stirpe sia maledetta per aver aiutato questi giovani!
La giovane mugnaia terrorizzata fuggì via nel bosco.
Il diavolo, rimasto solo al cospetto dei due giovani che avevano ora perso la loro protezione, iniziò a scalciare.

Gli zoccoli infuocati hanno lasciato dei segni sulla roccia che ancora oggi sono visibili.
Si caricò sulla groppa i due francesi e si lanciò per una folle corsa giù verso il fiume.
Si tuffò nel punto che ancora oggi si chiama l’Infernaccio, le acque si aprirono per poi richiudersi dopo aver inghiottito i due giovani in groppa al Diavolo.
Si dice che in quel punto ancora oggi si formino pericolosi gorghi che conducono direttamente all’inferno.
Nulla si sa del tesoro, ma gli anziani dicono sia rimasto sepolto nel terremoto che ha creato il Diavolo uscendo dalla roccia.
E della mugnaia cosa sappiamo? Lei tornò realmente a casa con le tasche colme d’oro e con questa fortuna si comprò un podere vicino a Fanano.
Ma la maledizione del Diavolo era stata pronunciata, il suo primogenito morì in seguito a un calcio di un mulo, e il secondo investito da una macchina. E visto che ai tempi c’erano pochissime macchine molti pensarono al sortilegio.
Da quel giorno nessuno voleva più passare per quel sentiero, per paura di incontrare il Diavolo.
A distanza di anni la leggenda dell’orma di bue genera ancora timore e superstizione.
I fananesi apposero un’immagine sacra della Madonna sulla roccia in modo da sigillare la crepa da dove era uscito il bue infuocato.

I segni degli zoccoli sulla roccia si possono vedere ancora oggi e pensare che li abbia fatti il Diavolo spingendo e scalciando per uscire fa rabbrividire.
Li puoi vedere tu stesso percorrendo il Sentiero dei Metati, sempre se ne hai il coraggio.
Qui puoi trovare la descrizione del sentiero che parte dal centro di Fanano e la traccia gpx.
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